Perché fare i dettati e a cosa serve.

a cosa servono i dettati per imparare l'italiano, the importance of dictations in italian, mejorar la ortografía con los dictados

Ci sono molti modi per migliorare l’ortografia ed eliminare pian piano gli errori. Il primo, e forse il più importante, è imparare ad ascoltare.

L’italiano, fortunatamente, si legge come si scrive, e allenare le nostre orecchie a riconoscere e a percepire quei suoni che non sono presenti nella nostra lingua ci può aiutare a scrivere con meno errori.

È un’abilità fondamentale se vogliamo scrivere in modo corretto e va acquisita con pazienza e con l’aiuto di un insegnante che sappia guidarci nel processo.
Una volta messe le basi, si può migliorare facendo molto esercizio:

  • scrivere spesso, quindi, facendo attenzione all’ortografia anche quando è una mail o un messaggio informale;
  • segnare su un foglio i nostri errori più frequenti, cercando di capirne la ragione e controllando se abbiamo ripetuto quell’errore ogni volta che scriviamo qualcosa;
  • scrivere a mano, perché il nostro polso ricorda i movimenti che la penna deve fare per formare la parola sul foglio;
  • scrivere al computer, attivando il correttore ortografico solo alla fine della stesura del testo, per vedere eventuali errori di ortografia e correggerli.
  • Dettare un testo a un compagno, facendo attenzione a pronunciare bene tutte le parole.
  • E, infine, il dettato.

Perché un dettato?

Con il dettato la nostra attenzione è concentrata quasi esclusivamente sull’ortografia e sulla traduzione di suoni in parole scritte. Ed è appunto questa associazione del suono della parola con l’ortografia quello che ci aiuterà a migliorare.

Anche in questo caso, dovremo, al termine del dettato, scrivere su un foglio gli errori più frequenti e pensare quali possono essere le cause del nostro errore. È anche opportuno rivedere la lista dei nostri errori prima di fare il seguente dettato, in modo da prestare maggiore attenzione ai nostri punti deboli.

Come si fa un dettato?

Un dettato ben fatto si divide in 6 fasi.

  1. l’ascolto del testo per capire il senso generale di quello che scriveremo.
  2. il dettato vero e proprio
  3. la rilettura di quanto abbiamo scritto. In questa fase ci aiuteremo con le conoscenze grammaticali e lessicali in nostro possesso per cercare di correggere eventuali errori di distrazione. Per esempio, se abbiamo scritto “*fano” e sappiamo che è un verbo “fare”, possiamo già correggerlo perché sappiamo che questa parola ha 2 enne.
  4. la rilettura finale, in cui si presterà particolare attenzione a quelle parole sulla cui grafia avevamo dei dubbi
  5. la correzione, evidenziando gli errori e scrivendo accanto la versione corretta
  6. la riflessione sugli errori e trascrizione di quelli che consideriamo importanti (ossia, che notiamo che facciamo spesso) su un foglio. Eventuale consulta di grammatiche e/o ripasso, se rileviamo che i nostri errori sono dovuti a una lacuna di questo tipo.

Lascia un commento