Perché è importante leggere bene
Shhh. La senti? Cosa? La vocina che suona nella tua testa mentre leggi. È un po’ come quella che sto ascoltando io, in questo momento, mentre scrivo.
No, tranquillo, non siamo diventati matti. È la stessa voce con cui parliamo o ragioniamo nella nostra mente. Ogni tanto esce, e allora parliamo da soli . Questa vocina, per te che stai imparando l’italiano, è molto importante. E va educata un po’. Ti spiego perché.
Come leggi ha delle conseguenze
Succede spesso che alunni, anche di livello intermedio, sbaglino l’accento o la pronuncia di alcune parole o abbiano difficoltà a leggere a voce alta alcune combinazioni di lettere. No, non sto parlando di suoni “difficili” per gli studenti di madrelingua spagnola o catalana: come la S+consonante, o i diversi suoni della Z, o le doppie, per fare un esempio. Mi sto riferendo alla confusione tra “chi” e “ci”, tra “ci” e “si”, o ancora di “ll” e “gli”. Ossia, quelle combinazioni di lettere che si imparano a decodificare nel primo corso e che, in teoria, una volta imparate sono facili. Perché, insomma, l’italiano si scrive come si legge. Facile!

Se il problema di limitasse alla lettura… vabbè, nella nostra vita, quante volte leggiamo a voce alta? Ma spesso gli studenti esitano anche nella produzione scritta od orale. E allora ci si chiede “Ma come è possibile? Sono parole che avranno ascoltato e letto centinaia, migliaia di volte.” E l’insegnante ci pensa, e si arrovella, e ci riflette. E poi chiede: “Ma quando leggete mentalmente, fate attenzione a pronunciare bene, all’italiana, o pronunciate così come viene, alla spagnola/catalana, “tanto nessuno mi sente”?” E gli alunni ridacchiando ammettono le loro inconfessabili colpe.
Perché è un problema?
Eccola, la causa. La “vocina” non ha imparato a leggere correttamente in italiano. E mentre noi, con sforzo e fatica, lavoriamo per imparare bene questa lingua, lei rema contro, è pigra, non c’è verso e inconsapevolmente ci mette i bastoni tra le ruote. Eh sì, perché se ci pensiamo, se calcoliamo il tempo che passiamo a leggere a voce alta rispetto a quello in cui leggiamo mentalmente, è chiarissimo che la vocina vince 90 a 10.
Quando leggiamo per piacere, quando facciamo un esercizio, quando scriviamo, quando studiamo, è LEI che suona nella nostra testa. Ossia, per ogni volta che a lezione ascoltiamo un “estero” con l’accento sulla prima “e” LEI ci ripeterà, mentre leggiamo per conto nostro, un “*estero” (con l’accento sbagliato) una ventina di volte. Per ogni volta che leggiamo un “amiche” a voce alta, leggeremo mentalmente una cinquantina di “*amice”.
Che fare allora?
Se vi siete appena resi conto che la vostra vocina è pigra e ha problemi di pronuncia, ecco alcuni consigli per rieducarla.
- Ogni volta che leggete per conto vostro, mentalmente, fate attenzione alla vocina e se scivola nelle sue cattive abitudini, riprendete il controllo della situazione e obbligatela a leggere bene. A questo scopo può essere utile rallentare, non avere fretta, prendere qualche secondo in più per leggere quella frase dell’esercizio che si sta facendo a casa. Non è tempo perso, ve lo garantisco.
- Allenatela: fatele fare esercizio ascoltando e provando a rileggere. Prendete uno di quei libretti per studenti stranieri, quelli con il CD con la storia letta a voce alta. Cercatene uno di un livello inferiore al vostro, in questo modo sarete sicuri di conoscere tutto o quasi il lessico che vi appare. Ascoltate mentre leggete mentalmente una paginetta. Selezionate un paragrafo di 5 righe circa. Rileggetelo facendo attenzione a leggerlo bene. Se volete potervi riascoltare, potete registrarvi con il vostro telefonino o usare Audacity, un programmino gratuito e facile da usare. Ripetere l’operazione ogni 2-3 giorni. Dopo un po’ vedrete che automaticamente anche l’ortografia e la pronuncia migliorerà.
Ti consiglio di leggere anche il secondo post su questo tema: Perché è importante leggere bene, seconda parte
